La nostra avventura Antartica 26-29 Marzo 1999
Da molti mesi, con un po’ di incredulità, speravamo di poter andare nel Continente Antartico ed attendevamo, con trepidazione, il momento della partenza, sempre rimandata per il maltempo o per altri motivi. Avremmo già dovuto partire il mercoledì, e poi il giovedì, date entrambe cancellate per le non buone condizioni atmosferiche; erano oramai le 16,30 di venerdì e le speranze di partire erano anche questa volta svanite quando Dimitri, direttore della XP Service Argentina, ricevette una telefonata:
- "Si parte fra due ore" mi disse, - "il tempo è cambiato" |  |  |
Terminammo velocemente la riunione in corso; il taxi ci attendeva davanti all’ingresso già carico di tutto il materiale che avremmo portato con noi. Sin da quando ci venne l’idea, l’obbiettivo che intendevamo raggiungere era chiaro: portare in Antartico i nostri distributori Espresso Point ed il caffè Lavazza, una sorta di operazione da Guinnes dei primati. In verità, volevamo dimostrare con un'azione simbolica il nostro impegno, serio, determinato e di lungo termine, per lo sviluppo del settore della distribuzione automatica in Argentina, nonchè la nostra "vocazione" a dare il miglior servizio ai nostri clienti, anche a 30° sotto zero! Il nostro progetto e sogno si stava realizzando. Dopo 4 ore e 1/2 di volo giungemmo alla base di Rio Gallego, al sud della Patagonia, dove nel cuore della notte fummo rifocillati e ci fu consegnata la tuta "Antartica", una speciale divisa che ci avrebbe permesso di sopportare adeguatamente le basse temperature polari.  |  | Ci svegliammo all’alba, un nuovo C130 attrezzato per i viaggi in territorio antartico stava completando il carico delle ultime vettovaglie ed attrezzature. Si parte. Dopo altre quattro ore di volo, fummo chiamati dal comandante dell’aereo nel "cockpit" dove ci attendeva uno spettacolo straordinario, l’approccio al continente antartico. Uno spettacolo che nemmeno le foto possono illustrare... |
Infine, eccola, la Base Marambio
Il primo impatto con l’atmosfera antartica fu abbastanza duro: 28° sotto zero con un bel vento che ci costrinse ad entrare rapidamente in un piccolo hangar riscaldato, dove una ventina di persone attendeva di ripartire con lo stesso aereo; erano tutti scienziati, che avevano trascorso l’estate australe in quei luoghi. L’importanza di Base Marambio è vitale per tutta questa gente, altrimenti non avrebbero nessun tipo di supporto, protezione, e per una spedizione scientifica i rischi aumenterebbero moltissimo. |  |  |
 |  | Fummo ricevuti dal Cap. J. Cabrera che in diverse lingue ci raccontò la storia della base e ci illustrò le caratteristiche del luogo e della Base Marambio; poi, ci accompagnò negli alloggi che ci avevano assegnato. |
Dall’oblò della nostra camera il panorama era irreale ed ancora ci sembrava impossibile di essere al sud del sud del mondo; il vento spazzava la neve e pur trovandoci al caldo avevamo i brividi di freddo.
All’ora di colazione rincontrammo nella sala da pranzo tutte le persone che avevano viaggiato con noi. Molti erano già stati assegnati ai loro lavori. Pranzammo e finalmente venne il momento del caffè; l'Espresso Point ed il Distributore Pininfarina erano gia’ state installate e la gente della base si aggirava incuriosita. Cominciammo ad erogare i primi caffe’, la voce si sparse in un attimo e tutti gli uomini della base li vollero provare.
Bevvero anche tre o quattro consumazioni a testa: caffè, cioccolato e the ebbero un gran successo. |  |  |
Allestimmo anche un bar all’aperto, con tanto di Espresso Point Pininfarina ed ombrellone, e come sfondo il mare di Weddell con migliaia di iceberg.  |  | Il pomeriggio lo passammo a passeggiare; era un’emozione fortissima, il mare di fronte alla base era illuminato dal sole e pieno di iceberg in movimento; i sensi erano totalmente alterati: alcuni iceberg che parevano abbastanza vicini, erano in realtà ad un’ottantina di chilometri, come ci disse il Vice Commodoro O. Celiz!, e sentimmo il rumore di un elicottero in avvicinamento venti minuti prima di poterlo avvistare! |
Il sole era così forte che non si potevano tenere gli occhi aperti senza occhiali.
Alla sera dopo cena restammo nella sala da pranzo a conversare con gli ospiti della base e ci fu offerto un Whisky argentino, con ghiaccio dell’antartide; era così limpido e cristallino che pareva vetro e non si sciolse per tutta la serata.
Chiaccherammo a lungo e fu una serata molto interessante perché le storie si incrociavano ed i racconti erano anche divertenti; le avventure di questi uomini che passano un’anno della loro vita lontani dal mondo e dai loro cari, in una natura ostile, ci affascinavano e stimolavano la nostra fantasia. Al mattino della domenica il cielo era nuvoloso e ne approfittammo per consegnare ufficialmente i distributori automatici al Comando della Base Marambio. Purtroppo la nostra avventura volgeva al termine; i due giorni passati a Base Marambio e la gente che abbiamo incontrato hanno lasciato un segno indelebile nelle nostre menti e nei nostri cuori. |  |  |
 |  | La Base ha un motto scritto sulla parete della sala da pranzo:
"Cuando llegaste, apenas me conocias... Cuando te vayas me llevaras contigo..."
"Quando arrivasti appena mi conoscevi... quando partirai mi porterai con te...".
Questo sicuramente ben descrive in poche righe il sentimento che si respira andando in quei luoghi. |
Vorrei ringraziare tutta la gente della base per la loro disponibilità, cortesia ed il tempo che ci hanno dedicato, in particolar modo il Vice Commodoro Vergara, il Vice Commodoro O. Celiz, il Capitano J. Cabrera, ed il 1° Tenente P. Laborìas per l’aiuto ed il materiale fotografico messoci a disposizione e che in parte abbiamo riprodotto in queste pagine.
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